Francesco Cavalluzzo

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Francesco ha esordito nella sua richiesta di recensione dicendo:
“sono un musicista di Roma. Vorrei sottoporre
alla vostra attenzione uno dei miei brani. Le mie uniche perplessità
riguardano il fatto che sono anziano (36 anni!) e che non ho ancora
ben capito il significato di indie”.
Nessuna paura in ordine all’età, se si considera l’età media dei musicisti rock italiani credo che tu sia da catalogare tra i musicisti in erba.

Il brano che ci è stato proposto è Extraordinary Men

Ma noi ci siamo presi la briga di ascoltare anche il resto.
La produzione di Francesco appare piuttosto eterogenea. Passa infatti da brani prevalentemente indie folk al glam rock a pié pari senza nessuna remora.

Extraordinary man parte con buone premesse, è un indie rock cantato in inglese, arricchito da una voce in double utilizzando un harmonizer. Peccato per il ritornello che sembra scadere sul già sentito.

Altri brani sono prevalentemente pop, come Confronting My Own Demons In Glasgow.

Uno dei più interessanti al nostro ascolto sembrerebbe essere Never Know 
ha tutta l’aria di essere una ballata  blues folk con spunti interessanti sulla voce.

Cosa ci aspettiamo da Francesco? Certamente che continui, che sperimenti, che cerchi una sua strada. Oggi senza una identità forte si fa una fatica immane a venire fuori dal mucchio.

Poi che cominci a lavorare al suo personaggio.

Intanto che prenda una direzione musicale che sia squisitamente sua e la sviluppi.
Foto, sito web, bandcamp, pagina facebook… Tutto è connesso.
C’è un mucchio di strada da fare ma l’inizio non è male.

in che direzione guardare? Dai un occhiata a Gus Dapperton Un ragazzino che si è autoprodotto e che adesso è un riferimento in tutto il mondo indie nel suo genere.

 

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