Come inviare una demo e farsi ascoltare

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Da qualche tempo diamo modo ai nostri ascoltatori musicisti di proporre i loro brani per una recensione.

Così abbiamo modo di entrare nel sottobosco della musica rock nostrana, che si  sviluppa all’interno di una stanzetta, negli scantinati più umidi e insalubri fino a studi di registrazione tra i più blasonati.

Questa attività ci ha aiutato a farci un’idea di come oggi la gente faccia musica e come si avvia a un  percorso artistico nel modo più bizzarro e vario.
E’ curioso il caso di quei ragazzini che hanno registrato una traccia di chitarra sul telefonino dicendo di essere un duo chitarra e batteria e che pubblicano su soundcloud solo la chitarra dicendo di essere alla ricerca di una label che li produca.

Certamente tutto può essere giustificato a dei ragazzini che si accostano alla musica, che anzi.. magari ce ne fossero ancora a venire..
Anche perché da qualche parte bisogna pur iniziare, e non si può iniziare certamente da uno studio di registrazione da 600 euro a brano.
A costoro mi sento di dire: producete, producete pure con il telefonino, fate ascoltare a chiunque abbia orecchio le vostre cose, accettate le critiche, cambiate in corsa, miglioratevi e crescete.

Rimaniamo convinti che non si inizia a costruire una casa dal tetto, e non si può aspettare di avere un PC potente, una scheda audio di qualità, un Multitraccia a 16 canali e strumentazione di altissima qualità per realizzare il primo inedito.
Chi utilizza questo criterio finisce col pubblicare materiale di una banalità sconcertante, però suona bene, ma banale rimane.
Invece c’è bisogno di crescita artistica, e non solo come pensano alcuni, di tecnica. A volte è più importante la maturità creativa che una straordinaria tecnica. A meno che tu non voglia fare il musicista da studio, allora sì, sei un ottimo musicista tecnico, pronto a suonare per gli altri, ma lascia creare a chi sa farlo.

Altrimenti non sei risparmiato neppure tu dalla gavetta, dall’iniziare a fare cose stupende, bellissime, da hits (per te) ma che non hanno riscontro nelle orecchie degli altri.

C’è gente che con mezzi scarsissimi si è creato una fan base da paura…

Voce intonatissima? Registrazione Impeccabile? Strumentisti di tecnica sopraffina?
No, niente di tutto questo, allora non ci siamo capiti…
La cosa più importante è colpire dritto al cuore l’ascoltatore…
Prendiamo Daniel Johnston…. ve lo immaginate a quest’uomo che si propone a X-Factor e che si sottopone al supremo giudizio di un Manuel Agnelli o di un Fedez? Non gli si potrebbe augurare di peggio.. Ma la verità è che a Daniel Johnston non può fregare un bel niente del giudizio di Fedez. Lui continuerà a fare la sua musica e  ad essere ascoltato da un mucchio di gente… perché semplicemente ha avuto la capacità di entrare nel cuore dei suoi ascoltatori.

La verità è che per i canoni del music business italiano quest’album dovrebbe passare direttamente dalla busta delle lettere al cestino.
Eppure quest’uomo fa musica e ha una label di tutto rispetto e lo ascolta un mucchio di gente.

 

La cosa che salta agli occhi in questo tempo dedicato ad ascoltare il materiale proposto è la povertà del materiale inviato. Poco materiale, poche informazioni.
Così ho pensato a un decalogo da offrire a chi si appresta a tirare fuori dalle proprie DAW il primo nuovo fiammante Demo da dare in pasto al mondo intero.

  1. Non concentrarti sulla qualità di esecuzione, ma cerca e trova il tuo percorso musicale, dove vuoi andare a parare? Sei in linea con l’anno corrente oppure ti muovi ancora agli inizi dei favolosi anni ’90. Quello che suoni è una sorta di B-SIDE delle gloriose rock stars dei decenni d’oro del rock?
    Distinguiti, trova una tua strada che parta da loro ma che diventi diversa, innovativa.
  2.  Sperimentazione, cose nuove. perché un ascoltatore deve perdere venti secondi per ascoltare la brutta copia di una cosa già sentita? Per essere catturato deve sentire qualcosa di insolito, che lo spinga per curiosità ad ascoltare i restanti tre minuti e mezzo.
  3. Ascolta musica di oggi. Che genere ti piace? cosa suona oggi la gente nel mondo? che sviluppo ha avuto il genere che tu hai sempre ascoltato? che suoni usano gli artisti indie rock oggi? Non vorrai somministrarmi per caso una musica con un suono alla Bon Jovi nel 2018 vero? Già parti svantaggiato.
  4.  Abbi rispetto per la musica. Cos’è la musica per te? certamente un hobby. Oggi sono veramente pochi le persone che vivono di musica. Se aspetti di diventare una rock star da 150 mila euro a concerto per il tuo demo pubblicato su soundcloud puoi stare fresco, e non basta neppure avere il tuo brano sugli store digitali, e non c’è neppure bisogno di bombardare di spam tutti i gruppi su facebook da 400 membri in su dal nome inequivocabile “Gruppo band emergente…”. Non è sui grandi numeri che conoscerai il successo, a meno che tu non abbia per le mani una vera bomba. Fai musica per la musica, non per il successo. La gente che ti ascolta non è cretina, non si farà impressionare da un like in più che hai sul tuo profilo, che hai ottenuto elemosinando clik alla gente. La gente ti ascolterà se rimarrà colpita dalla tua musica. Sii sincero, sii te stesso. La gente apprezza la tua sincerità e vuole sapere chi sei. La tua storia è importante, quello che pensi, quello che ascolti.
  5. Suonare tanto, tanto, tanto. Non andare a proporre i tuoi brani ad un Live se non conosci talmente bene i brani che proponi da suonarli bendati… Se devi guardare il batterista per fargli segno di non dimenticare lo stacco allora è meglio che rimandi.
    Stai offrendo te stesso al pubblico, devi dare il meglio di te. O ti ricorderanno per sempre per quella drammatica stonatura di chitarra o di voce… Recuperare è difficile. Quando sei sul palco devi essere un animale. Stai violentando il cuore del tuo ascoltatore, non puoi stare teso temendo di dimenticare un verso della canzone. E soprattutto per favore… non voglio vedere nessun leggìo sul palco. E’ una dissacrazione.
  6. Datti uno stile. Non ti presentare con la foto black and withe con tutta la band col pizzetto, i capelli lunghi gelatinati stile post doccia, sguardo serioso per avere più carisma e sintomatico mistero e perché no, anche magari ostentare con le braccia incrociate un paio di corna per dare al tutto un tocco più rock. Potrebbe bastare questo a stroncare sul nascere la tua carriera artistica. Oggi il rock per quel che ancora interessa si presenta in una veste diversa, l’indie ha rivestito il tutto di colori, di fantasia, e di malinconia. Quindi dimentica catenine, cappello da poliziotto di quartiere americano  e latex. Oggi il rock veste in jeans e maglietta, e non è più  cazzuto e macho, ma nichilista e struggente.
  7. Oggi alla prima demo si cerca già una label che possa passare a prenderci in lomousine per portarci nel mondo dorato del music business… Anche questa spesso rischia di tramutarsi in una illusione. Devi produrre tanta musica, pubblicarla su soundcloud, farla ascoltare tanto, suonarla in pubblico tante volte e raccogliere un feedback dai tuoi ascoltatori. Se la formula funziona sarai il primo a saperlo.
  8. Curare il rapporto con i tuoi fans. Se non hai nessuno che ti segue (la moglie e la nonna non sono qualcuno) probabilmente hai preso una direzione sbagliata, probabilmente la tua musica non è così appetibile come pensavi. E non è vero che nessuno a parte te non capisce di musica. E’ la tua musica che probabilmente non funziona. Cerca di capire il perché. Sii critico con te stesso.
    Se cominci ad avere una base di fans, che ti segue ai concerti, che ascolta la tua musica in macchina, che segue i tuoi post su soundcloud, su youtube, su facebook, probabilmente hai imboccato la strada giusta.
    Se non hai ancora una pagina web, una pagina su facebook, un account su soundcloud, un account su twitter, sei probabilmente al punto zero, e sarebbe ora che cominciassi a pensarci. Crea una newsletter nel tuo sito dove i tuoi fans possano inserire la propria email e tu possa sempre avere un modo per veicolare informazioni di te di prima mano. L’unico valore di cui disponi, l’unica base su cui puoi puntare sono loro. Coccolali, riempili di regali, fanne dei seguaci assatanati. E’ l’unica realtà tangibile di cui disponi realmente.
  9. Se hai un bel po’ di brani inediti, se li sai suonare bene, se hai avuto un buon feedback comincia a contattare le label. Ma senza pretendere la limousine. Tutto il mondo indipendente è pieno di gente che hanno attrezzature, buona volontà e talento, ma non hanno soldi. Se il tuo progetto piace ti proporranno una collaborazione, che equivale a dire mettere insieme le risorse, l’esperienza e i contatti. Se il tuo progetto fa cagare ti proporranno un pacchetto Registrazione – Mastering – Agenzia di Stampa alla modica cifra di 2000 euro prendere o lasciare. In questo caso puoi anche lasciare…
  10. Come presentarsi a una label o a una radio. Non vi presentate con un link su soundcloud e tre righe in cui è spiegato che avete iniziato a fare musica il 1 gennaio 2014, poi Carmelo ha lasciato il gruppo ed è entrato Salvatore al basso, che però veniva da una esperienza trash metal per cui ha arricchito il suono di atmosfere new wave e che avete suonato alla sagra della salsiccia di Calascibetta nel 2009.
    E’ meglio preparare anzitempo un buon presskit. Scrivete qualcosa di semiserio, scanzonato, no curriculum in formato europeo, date un’idea di chi siete, e perché siete speciali. Non prendetevi troppo sul serio.
    Poi aggiungete delle buone foto (risoluzione 1200px), fate delle belle foto, fatevi aiutare, niente pizzetto e maglietta nera dei megadeth per favore.
    Se scrivete a una radio non dimenticate di aggiungere un paio di link a mp3, non crederete che la radio vada a comprarsi i vostri mp3 su bandcamp vero?
    Pubblicate un video su youtube il migliore possibile. Con qualità audio e video il più possibile buona. Se non vi è possibile fate un video dove mettete l’audio e come sfondo la copertina del singolo. E’ un modo per essere su youtube.
    Siate riconoscibili. Se siete una band trash metal non inviate i vostri brani in ascolto a una radio web che non ha niente che spartire con il metal, e in questo caso soprattutto non dite che seguite la programmazione della radio, non ci crederanno.

In conclusione non c’è bisogno di avere un mucchio di quattrini per iniziare a fare musica.
C’è molto più bisogno di buone idee. E un po’ di buona volontà, per imparare gli strumenti indispensabili per produrre musica. C’è bisogno di creare una rete di relazioni, avere un mucchio di amici che fanno musica dove ognuno mette la propria esperienza sul tavolo. Oggi un discreto PC e qualche microfono può anche  bastare se hai buone idee. E’ da qui che bisogna cominciare.
Buone Idee, empatia, rete di relazioni.

 

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