Michelle sposa il suo dolore

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Sonorità rock molto anni ’80, atmosfere cupe, dark, ed una voce che a tratti ricorda  Dolores O’Riordan ma anche una meno blasonata Gerardina Trovato nostrana, almeno per quanto riguarda l’interpretazione e l’esecuzione vocale. Tuttavia non sono sicuro che sia quest’ultima la direzione artistica che la nostra Michelle voglia intraprendere. Se  è vero quanto  scrive di lei, che con la sua musica vuole dare sfogo a un malessere dell’anima, forse la direzione voluta è della prima icona del rock celtico e del dream pop.

Nella sua pagina riporta una poesia di  Montale

Spesso il male di vivere ho incontrato, era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. (Eugenio Montale)

il male di vivere, la noia, il disagio, la rabbia, la solitudine, la frustrazione l’indifferenza…

sono queste le ferite profonde dell’anima che la spingono verso una interpretazione dolorosa, sofferta, inquieta.

Eppure c’è una componente di lei che appare ancora diversa, tra fuori una personalità squisitamente femminile, una femminilità sinuosa, quale emerge dal suo stesso nome, Silversnake.  In una intervista le viene chiesto il perché di questo nome, e lei risponde

Non sono una gattina, sono provocatoria. I serpenti hanno un significato dubbio. La loro pelle ha lo scintillio dell’argento. Rappresentano una fase cattiva, dove convivono peccato e demonio.

Il nuovo video di Silversnake Michelle: I MARRY MY PAIN, brano tratto dall’ultimo EP “…BURIES THE SECRET OF…”.  E’ un video ben curato, dove  con una buona dose simbolismi Michelle vuole finalmente unire in un macabro matrimonio se stessa al suo dolore.

Cosa vogliamo noi di Real Rock, quale consiglio vogliamo dare a questa nostra artista.
alla domanda

Cosa le piace del rock?
Le vite maledette e quel malessere interiore che fa tirare fuori quel che hai dentro.
(Sky Mag)

E allora ci aspettiamo da Michelle che tiri fuori dalla sua anima quello spirito nichilista, decadente, tipico del rock indipendente. Che smetta di tentare di graffiare, di sibilare, ma piuttosto uccidere brutalmente quella componente femminile aggressiva, che spesso finisce col manifestarsi per quello che è: soltanto  un tentativo di proteggersi sibilando.

Ci aspettiamo che lavori a una voce diversa, che sia genuinamente sua, che non abbia a che fare né con i Cranberries e neppure con la Trovato.
Una voce rock indipendente, “canta come parli”, “canta come mangi”, potrebbe venire fuori qualcosa di travolgente o fottutamente originale.

Ascolta Courtney Barnett, guarda quanto appare sincero e spontaneo quello che tira fuori dalla gola.
Ascolta  Halfway to Nowhere Subtitulada di Chelou. Guarda come solleticano il cuore con quella voce così dannatamente malinconica.

Ti aspettiamo nelle prossime uscite, e ci aspettiamo tanto.

 

 

 

Un pensiero su “Michelle sposa il suo dolore

  1. Io la conosco di persona Michelle e devo dire che oltre che ad essere un’ottima amica, una buona e bellissima persona d’animo, anche ottima ascoltatrice nei miei giorni bui, giustamente come noi e ogni musicista maledetto del rock deve avere.
    Quando ascolto qualche suo brano, mi chiedo da dove tiri fuori tutta quella carica e adrenalina che ha?
    Vai Micky

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