Kozminski e il loro “primo giorno sulla terra”

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Il primo giorno sulla terra è il loro terzo album targato 2013.
Ci propongono un indie pop molto riflessivo, che ricalca le orme del sentiero “baustelliano” tra il folk e il pop con testi molto curati e un’atmosfera soffice che invita alla riflessione. Un approccio un po’ cantautoriale, riflessivo e malinconico, che accompagna l’ascolto dell’album senza scossoni, nel racconto pacato del suo rapporto con la città e le sue strade e le sue donne.
Un sito web ben curato, con i testi di tutti i suoi lavori, cosa rara di questi tempi.
I Kozminski sono di Milano, anche se i cinque elementi hanno radici diverse che coprono l’intero stivale.
La raffinatezza del progetto non può che essere notevole se tutto si sviluppo con l’ausilio delle mani delicate di Amerigo Verardi – musicista e produttore che ha collaborato con nomi come Afterhours, Baustelle, Federico Fiumani e Virginiana Miller.

Un disco bello, fatto bene, anche se forse manca il pezzo che eleva il disco a capolavoro, niente stravolgimenti, ma un tranquillo viaggio dentro se stessi.
Certamente un gruppo da tenere d’occhio.

Interessante il brano “La notte” dove sembra ogni tanto far capolino qualche richiamo allo stile di Battisti seconda maniera.

Tre riconoscimenti nazionali: premio Kalporz 2009, miglior canzone al Perle ai Porci 2008 di Verbania (“L’attesa di Teresa”, dal primo Ep), e premio della critica al Labaro Rock 2007. Stanno lavorando al prossimo album che vedrà la luce quest’anno e di cui ci fanno ascoltare in anteprima il singolo Finale.

 

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