Jack Squat 4 giovani in cerca di un’identità

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Band genovese attiva dal 2014 ha tirato fuori già il suo primo album “Generation Jack Squat” autoprodotto nel 2017, dopo un lungo periodo di rodaggio imbastendo cover che spaziano tra generi abbastanza eterogenei. Partono dai Doors, passando dai Queen e chiudendo con gli Scorpions. Finalmente decidono di occuparsi di inediti con testi in inglese dove trattano di disagio generazionale, lavoro e della vita in generale.

Il fatto di provenire da generi così distanti non può che riflettersi nel loro primo lavoro.
I brani non hanno un unico filo conduttore, un suono unico, i ragazzi non hanno sviluppato ancora un sound che gli dia una identità ben specifica.

Così che alcuni brani risentono molto di influenze RnB come Whisky a go go, altri hanno influenze melodic rock come The fighter in altre circostanze si avvertono anche sonorità squisitamente country

La sensazione percepita è di un gruppo alla ricerca di una sua identità. Lasciamoli lavorare, anche perché i brani appaiono interessanti sia pur così diversi, amalgamati alla meglio.

Intanto annunciano che stanno iniziando a lavorare su inediti in italiano, e di essere più orientati nel breve periodo verso il RnB.

Vediamo cosa tireranno fuori, ogni band ha la sua strada e i suoi tempi per raggiungere la maturità artistica. Loro promettono bene.
Io consiglierei di aggiustare un po’ i suoni delle chitarre, buttare via qualche distorsore che rischia di trascinarli in una deriva metal anni ’80.
Avere un suono di chitarre più originale, più nudo dove si senta di più la saturazione delle valvole.

Non è mai troppo presto per iniziare a lavorare sui propri inediti, ogni artista ha bisogno di tempo per raggiungere la propria maturità artistica, procrastinare questo appuntamento sempre più avanti nel tempo per affinare la tecnica suonando cover rischia di far perder a un gruppo o artista che sia il suo gold moment  creativo, l’attimo fuggente, la sinergia magica che esplode nel momento più inatteso e fa produrre suoni e emozioni originali, unici. Prima si inizia prima raggiungerà una maturità creativa.

Abbiamo spulciato anche nei video delle loro esibizioni live.

Anche qui si avverte un certo imbarazzo, il cantante appare piuttosto ingessato, dovrebbe invece mangiarsi il pubblico, lo deve trascinare sul palco e farlo sentire parte dello show.
Lavorate un po’ anche su questo, è di vitale importanza per la crescita artistica.
Diamoci sotto, c’è ancora un mucchio di lavoro da fare ma le premesse sono buone.
Siamo tutt’orecchi aspettando i vostri prossimi lavori.

In bocca al lupo.

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